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Pubblicato il 19/11/2018

I risultati al 30 settembre 2018


La BCP chiude i primi nove mesi del 2018 con un utile netto di 4 milioni

Torre del Greco, 8 novembre 2018 – Il Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Popolare ha approvato i risultati al 30 settembre 2018, che includono gli impatti della prima adozione dell’IFRS9 [1], chiudendo i nove mesi del 2018 con un utile netto di 4 milioni.

Migliora la solidità patrimoniale, espressa dall’indicatore TCR (Total Capital Ratio), che si porta al 13,05%, in rafforzamento rispetto agli ultimi due esercizi e già in linea con i limiti normativi SREP previsti a partire dall’esercizio 2019.

In crescita la redditività dell’Istituto. +18,3% il Risultato della gestione operativa a 31,9 milioni (+4,9 milioni rispetto ai 26,9 milioni dei nove mesi 2017).

  • Buona la tenuta dei Proventi operativi a 78,5 milioni (-0,5% a/a).
  • Ancora in contrazione il margine di interesse (-4,2%), condizionato dalla significativa attività di derisking di fine 2017 ma in via di ricomposizione in funzione delle intraprese politiche commerciali più competitive e in particolare della consistente espansione degli impieghi vivi, grazie ai 209 milioni di nuove erogazioni nei 9 mesi del 2018.
  • Stabili a 26,3 milioni le commissioni nette (+0,1% a/a).
  • Oneri operativi, depurati delle poste non ricorrenti legate ai diversi progetti e alla migrazione al nuovo provider IT, pari a 46,6 milioni, in calo (-10,2%). Al 60% l’indicatore di efficienza operativa cost/income ratio, che migliora significativamente (-645 p.b.) rispetto al 2017.

In ulteriore significativo rafforzamento la copertura (coverage ratio) dei crediti deteriorati che si porta al 53,5% (+407 p.b. rispetto al 49,4% del 2017) con una riduzione delle esposizioni deteriorate nette di 10,4 milioni rispetto allo stock di fine 2017 ed in presenza di un costo del credito più che dimezzato rispetto a quello del 2017.

Gli impeghi vivi si attestano a 1.276 milioni, in crescita di circa 35 milioni (+3,2%) rispetto ai valori di fine 2017, trainati da 209 milioni di nuove erogazioni effettuate nei nove mesi (+54% rispetto ai nove mesi del 2017).

La raccolta globale depurata della componente istituzionale, ancora oggetto di ricomposizione tra raccolta diretta e raccolta indiretta, si attesta a 2.401 milioni in calo dell’1,97% rispetto a dicembre 2017, originato in parte dall’effetto mercato relativo alla raccolta indiretta. Componete, quest’ultima, comunque in crescita del 6,58%.

Il Direttore Generale Felice Delle Femine ha tenuto a sottolineare come i risultati dei nove mesi del 2018 ed un ROE annualizzato al 3% grazie ai migliorati indicatori di redditività e di efficienza operativa, in uno con la solidità patrimoniale e con un ulteriore rafforzamento delle percentuali di copertura degli NPL, evidenzino un generalizzato miglioramento rispetto all’esercizio 2017. Tali andamenti, a riprova dell’efficacia delle misure di rilancio adottate dall’Istituto, confermano l’aspettativa del pieno rispetto degli obiettivi del piano industriale.

 

COMUNICAZIONE AL PUBBLICO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE - AI SENSI DELL’ART. 17 DEL REGOLAMENTO (EU) N. 596/2014 DEL 16 APRILE 2014

La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità, né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Il bilancio annuale è certificato dalla società di revisione autonoma e indipendente.

 

[1] In sede di prima applicazione (FTA) del principio contabile IFRS9, si è provveduto a classificare nel portafoglio HTC (valutato secondo il principio del costo ammortizzato) circa Euro 203 milioni, in termini di valori nominali (di cui 70 milioni di titoli di Stato e 133 milioni di obbligazioni bancarie) di titoli che risultavano già detenuti al 31 dicembre 2017 e che si è ritenuto di voler detenere fino alla scadenza, operando, anche per le difficoltà tecnico-applicative derivanti dal processo di migrazione in corso, tale classificazione in momenti diversi (sia in sede di rendicontazione intermedia semestrale sia in sede di rendicontazione intermedia al 30 settembre 2018) con conseguente annullamento delle correlate riserve patrimoniali lorde (come se i titoli fossero sempre stati trattati al costo ammortizzato) che al 1° gennaio esprimevano plusvalenze nette pari a Euro 88 mila circa, operando in tal modo anche un ribilanciamento del portafoglio titoli, modificando le quote dei titoli di Stato da detenere fino a scadenza e quelli disponibili per la vendita e riducendo contestualmente la rischiosità relativa all’incremento dei tassi. Con riferimento all’adozione delle regole di “Impairment” e di “Classificazione e Misurazione” dell’IFRS 9 applicate agli strumenti finanziari, la rilevazione delle nuove regole aveva comportato in sede di rendiconto intermedio al 31.03.2018 l’iscrizione, con effetto 1° gennaio 2018, di una riserva negativa di Patrimonio Netto pari a circa Euro 14,6 milioni al lordo delle imposte relativi al rischio di credito. Successivamente, in sede di definizione della situazione contabile semestrale, la Banca, previa definizione di un perimetro di posizioni a sofferenza cedibili per complessivi Euro 108,3 milioni (GBV) ne aveva rideterminato i valori netti di bilancio allineandoli a quelli realizzabili in un probabile scenario di cessione. Tale rideterminazione aveva comportato ulteriori svalutazioni per le posizioni interessate, iscrivendole ad integrazione della FTA (con impatto sul Patrimonio Netto al 1° gennaio 2018) per un importo complessivo pari a Euro 12,2 milioni al lordo dell’effetto fiscale. L’impatto complessivo calcolato al netto dell’effetto fiscale (determinato, allo stato, secondo la normativa fiscale vigente) è risultato pari a Euro 18,6 milioni in termini di riduzione dei saldi di apertura del Patrimonio Netto al 1° gennaio 2018.

 

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