I tesori perduti di Torre del Greco: a Palazzo Vallelonga si svela il "giallo" delle Ermette Bifronti

Presentazione del volume di Giuseppe Maddaloni ed Ernesto Pinto

I tesori perduti di Torre del Greco: a Palazzo Vallelonga si svela il "giallo" delle Ermette Bifronti

Un vero e proprio viaggio investigativo tra le pieghe della storia e del mercato antiquario internazionale. Martedì 9 giugno, abbiamo sostenuto e presentato a Palazzo Vallelonga il volume “Archeologia e mercato antiquario, il caso delle ermette bifronti di Torre del Greco”, scritto dagli storici dell'arte e ricercatori Giuseppe Maddaloni ed Ernesto Pinto.

L'incontro, moderato dal giornalista e scrittore Carlo Avvisati, ha acceso i riflettori su una pagina cruciale e complessa del patrimonio vesuviano.

Se finora la saggistica si era concentrata prevalentemente su Pompei, l’indagine di Maddaloni e Pinto sposta l’asse tra Ercolano e Torre del Greco, concentrandosi sui siti di Villa Sora e delle Terme Ginnasio.

Il cuore della ricerca è rappresentato dalle ermette bifronti che decoravano la balaustra delle Terme Ginnasio, una struttura oggi interamente inghiottita e distrutta dal mare. Attraverso una metodica ricerca d'archivio basata su documenti inediti e sullo studio dei toponimi locali, gli autori sono riusciti a ricostruire le rotte del traffico di reperti avvenuto tra l'Ottocento e il Novecento, rintracciando la collocazione attuale di questi capolavori.

Oggi le ermette torresi sono esposte nei massimi poli museali mondiali: LACMA (Los Angeles), Petit Palais (Parigi), Museo Statale (Berlino), Victoria and Albert Museum (Londra) e al Museo Archeologico Nazionale – MANN (Napoli).

Il fenomeno degli scavi privati nei secoli passati, guidato dal puro lucro e favorito dall'assenza di una legislazione di tutela unitaria, ha privato il territorio di matrici identitarie fondamentali.

Il volume presentato non si limita a denunciare questa dispersione, ma ristabilisce un canale di dialogo scientifico con le istituzioni internazionali, restituendo a Torre del Greco la consapevolezza della straordinaria qualità artistica del suo passato.